L’Italia è sempre stata meta di viaggi, ma è solo nel Settecento che il Grand Tour diventa un fiume rigoglioso. Una comunità di turisti che è la più numerosa e libera accademia itinerante conosciuta dalla civiltà occidentale. Arrivavano da nord, scendevano lungo la penisola e si fermavano come ultima tappa a Napoli.
Anche noi siamo pronti per questo Grande Viaggio, ma lo faremo animati da uno spirito diverso. Anziché soffermarci sulle testimonianze artistiche più conosciute, andremo alla ricerca di qualcosa di speciale, di più defilato, di più inaspettato. Qualcosa che forse avevamo perso di vista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Letizia Triches è nata a Roma, dove vive e lavora. Fino alla fine degli anni Novanta ha svolto la sua attività professionale in ambito storico-artistico. Oltre a insegnare Storia dell’arte nell’istruzione superiore di secondo grado ha curato cataloghi per importanti esposizioni di arte contemporanea e si è occupata del linguaggio visivo e dei nuovi scenari dell’arte digitale. Numerose le sue pubblicazioni, in particolare sulle riviste Prometeo (Mondadori) e Cahiers d’art.

Esordisce nella narrativa di genere giallo con due romanzi (2008, 2010) pubblicati da Pendragon editore.

Dal 2014 scrive per la casa editrice Newton Compton, per la quale ha pubblicato una prima serie di quattro romanzi che ha come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri. La nuova serie prende il via con Delitto a Villa Fedora (2019) e continua con Omicidio a regola d’arte (2021). La protagonista, Chantal Chiusano, è un commissario di polizia, vedova di un pittore dal quale ha ereditato una modalità artistica nel condurre le indagini criminali.

Il fil rouge che, infatti, attraversa tutti i suoi romanzi è il costante riferimento al mondo dell’arte.